sabato 15 ottobre 2016

Vi presento Corrado e Matilda

Quest’estate, mentre correggevo compulsivamente Il titolista di Bassano per l’imminente pubblicazione, mi sono presa una pausa dalla scrittura e solo nel mese di agosto ho ripreso il mio rituale notturno davanti allo schermo del computer.

In quelle settimane è nata la prima bozza de La mia signora, una novella storica ambientata nell’Italia settentrionale del XII secolo. E siccome i nomi strani sono diventati ormai la mia firma, ho deciso di ambientare le vicende in luoghi immaginari ma realistici che ho chiamato Golaspaccata e Roccafiorina. Deliziosi, vero?

Come vi avevo già anticipato nel post precedente, questa novella avrà come protagonisti Corrado, un cavaliere, e Matilda, una giovane nobildonna. Contro sogni e aspettative di entrambi (lei che rimpiange la propria stanza e la propria casa, lui che desidera una dama da sognare), si incontrano per la prima volta il giorno del loro matrimonio e, be’, da lì comincia il racconto. E la primissima scena che ho immaginato – piccola Karen maliziosa! – è stata proprio la loro notte di nozze, ancora più “sanguinosa” e appassionata rispetto alle scene a cui ci hanno abituato Valentina e Won-ho.

La mia signora è il mio primo esperimento ufficiale nella narrativa storica. Anche se mi muovo ancora all’interno del romance, e le scene d’amore non mancheranno di certo, ho cercato di restituire un ritratto realistico dell’epoca che ho scelto, soprattutto attraverso ambienti e suggestioni e piccoli dettagli. E se dovesse piacervi e andare bene, chissà, forse l’immaginaria Italia del XII potrebbe anche tornare...


Domani uscirà un’anteprima per il blog Le tazzine di Yoko, con un lungo estratto dal primo capitolo, nel frattempo potete acquistare la novella in prevendita su Amazon al prezzo speciale di 0,99 €.

martedì 27 settembre 2016

Dillo con una canzone

Quando scrivo, ho spesso le orecchie occupate dalle cuffie del mio cellulare. Ascolto, canto e saltello anche per casa durante le pause dalla pagina di Word. Con buona pace del gatto e dei vicini del piano di sotto.

Proprio per questo legame tra scrittura e musica, alla fine di ogni romanzo inserisco una breve playlist con una selezione delle canzoni che mi hanno ispirata e accompagnata durante quel viaggio.

Per la puntata conclusiva del release party dedicato a Il titolista di Bassano, avevo pensato che sarebbe stata un’idea carina provare a comporre un dialogo tra Valentina e Won-ho usando solo lyrics di canzoni, che danno voce ai dubbi e alle difficoltà della loro storia d’amore.

Tuttavia, destino marrano e universo fenomenologico sempre più bastardo, per un problema di e-mail e scambi con Rosa, l’amministratrice de La Fenice Book, la tappa non è mai arrivata a destinazione, così ho pensato di pubblicarla qui per voi.

Release Party Recap



Il rumore dei libri: Dialogo autrice / editor
Oh ma che ansia: Adelaide Vs Yae-rim
A tavola coi libri: Won-ho a Bassano
La Fenice Book: Sountrack letteraria
Bonus Track, Le tazzine di Yoko: la prima chiacchierata tra Yae-rim e Won-ho, a Busan

(Dopo la versione inglese trovate una traduzione molto molto raw per chi ha voglia di leggerlo in italiano.) 

Won-ho: Why do you talk so much more when you give me reasons not to love?
Valentina: Because I’m confused, I’m dazing. I saw something I have never seen in you and it’s got me shaking. So I stay stubborn, because I can’t admit that you got all the strings and know just how to tug them.
Won-ho: You built high walls and shut yourself away. But there is one thing that I’m so damn sure of, and that is you.
Valentina: You got it all wrong. We were cool for the summer, but I just got your body on my mind.
Won-ho: Who cares about my emotions then. You can play with me until you’re sick of me. You can break me if that’s what you want, because I’m your toy.
Valentina: I keep bluffing. I am trying hard to trust you when you say give me your hand.
Won-ho: I just need one more shot, second chances. Without you it’s a hopeless world.
Valentina: I really want ya. I want you! But I should be wiser and realize that I’ve got one less problem without you.
Won-ho: I know it felt like we were fading everyday we were apart. But when we got together again it kickstarted my heart. Because I fucking love you.
Valentina: I am trapped by you. You should know that I won’t back down.
Won-ho: But what would I do without your smart mouth, drawing me in and you kicking me out?
Valentina: You try it fast when really you should do it slow. You got it bad and it’s time I told you no.
Won-ho: You shouldn’t say you want to break up so easily. It’s all you, who said those words. I feel like I finally got to know you.
Valentina: I can give it all to you, but you would take everything from me.
Won-ho: I know, it takes quite a while… You need time to figure out why and how. Valentina: It’s like a rollercoaster ride of never-ending questions.
Won-ho: But I’ll be there for you. No matter what it takes I’ll get to you.
Valentina: I’ve never made it look so easy. You made the reasons to keep my desires hidden. Tomorrow you might change your mind, so I keep you wondering, I keep you hunting for my loving.
Won-ho: I will fight for you then. When you’re breaking in denial I will be the one to hold you.
Valentina: If you tie me down, the future is also tied down.
Won-ho: It would be a sad paradise where I locked you against your will.
Valentina: It’s a dilemma. I can only hold my breath and watch you, because I feel I’ll shatter.
Won-ho: Just stay with me. How hard can it be to rise with me each morning?
Valentina: I know what it feels like, but I fear. I am not one to waste my time.
Won-ho: It’s gonna be forever though.
Valentina: Or it’s gonna go down in flames. You can tell me when it’s over if the high was worth the pain.
Won-ho: If you could see that I’m the one who understands you. Will you just say yes?
Valentina: No. I won’t let you close enough to hurt me. I won’t rescue you just for you to desert me.
Won-ho: I will be brave. I will be my own saviour. But you belong with me.
Valentina: I’ve been trying to let you know that I’m better off on my own.
Won-ho: Here I go then, scream my lungs out and try to get to you. You are my only one. I won’t walk out until you know.
Valentina: Remember those walls I built? They’re tumbling down. But I am scared of this. The fear in me just won’t go away.
Won-ho: Stay here, I’ll keep requesting it, because I still can’t send you off.
Valentina: Is it real love then?


Traduzione raw 


Won-ho: Perché parli così tanto quando elenchi i motivi per non amarmi?
Valentina: Perché sono confusa, stordita. Ho visto qualcosa in te che non avevo mai visto prima, e mi fa tremare. E allora continuo a fare la testarda, perché non riesco ad ammettere che controlli tutti i miei fili e sai come tirarli.
Won-ho: Ti sei nascosta dietro mura alte. Ma c’è un’unica cosa di cui sono dannatamente sicuro, e sei tu.
Valentina: Ti sbagli. Andavamo bene per l’estate, ma mi interessa solo il tuo corpo.
Won-ho: E allora chi se ne importa delle mie emozioni. Puoi giocare con me finché non ti stanchi. Puoi anche rompermi se vuoi, sono solo il tuo giocattolo.
Valentina: Continuo a fingere che sia così. Provo tanto a fidarmi quando mi chiedi di darti la mano.
Won-ho: Mi serve solo un’altra possibilità, una seconda chance. Senza di te questo è un mondo senza speranza.
Valentina: Ti voglio davvero, ti voglio! Ma dovrei essere più saggia e rendermi conto che senza di te ho un problema in meno.
Won-ho: So che ogni giorno in cui siamo stati lontani sembrava ci stessimo spegnendo. Ma quando ci siamo ritrovati mi hai fatto battere il cuore di nuovo. Perché ti amo, dannazione.
Valentina: Mi hai preso in trappola. Dovresti sapere che non cederò.
Won-ho: Ma cosa farei senza la tua boccaccia, che mi attira per poi respingermi?
Valentina: Cerchi di accelerare quando invece dovresti andare piano. Ti sei preso una brutta sbandata ed era tempo che te lo dicessi, no?
Won-ho: Non dovrebbe essere così facile per te dirmi che vuoi che ci lasciamo. Sei solo tu a parlarne. Ora che finalmente pensavo di averti conosciuta davvero.
Valentina: Posso darti tutto quello che ho, ma poi mi toglieresti ogni cosa.
Won-ho: Lo so, ci vuole tempo… devi capire perché e come.
Valentina: È un susseguirsi turbolento di interrogativi infiniti.
Won-ho: Ma io ci sarò per te. Qualsiasi cosa debba fare, ti raggiungerò.
Valentina: Non l’ho mai fatta così facile. Sei stato tu a darmi tutte le ragioni per tenere nascosti i miei desideri. Domani potresti cambiare idea, quindi ti lascio nell’incertezza, a dare la caccia al mio amore.
Won-ho: Allora combatterò per te. E quando negherai l’evidenza, sarò io a tenerti.
Valentina: Se mi costringi a restare, anche il futuro sarà prigioniero.
Won-ho: Sarebbe un paradiso triste, nel quale ti chiuderei contro la tua volontà.
Valentina: È un dilemma. Posso solo trattenere il respiro e guardarti, perché sento che sto per spezzarmi.

Won-ho: Rimani con me e basta. Sarebbe così difficile svegliarsi accanto a me ogni giorno?
Valentina: So come sarebbe, ma ho paura. E non sono tipo da sprecare tempo. Won-ho: Ma staremmo insieme per sempre.
Valentina: Oppure andrà tutto all’aria. Potrai dirmi quando sarà finita e se la botta di adrenalina ha giustificato tutto il dolore.
Won-ho: Se solo potessi vedere che sono l’unico che ti capisce. Non puoi semplicemente dire sì?
Valentina: No. Non ti lascerò avvicinare abbastanza da farmi male. Non ti salverò solo per farmi abbandonare.
Won-ho: Sarò coraggioso, mi salverò da solo. Ma il tuo posto è accanto a me.
Valentina: Sto cercando di farti capire che starei meglio da sola.

Won-ho: E allora guardami, urlerò fino a farmi scoppiare i polmoni per fartelo capire. Per me sei l’unica, e non me ne andrò finché non lo saprai.
Valentina: Ti ricordi di quelle mura che avevo costruito? Stanno crollando. Ma questo mi spaventa. La paura che è in me non se ne va.
Won-ho: Rimani. Continuerò a chiedertelo, perché non posso ancora mandarti via.
Valentina: È vero amore allora?  


Playlist completa


Dilemma – Infinite
I Think I’m in Love – Kat Dahlia
Newton’s Apple – Nell
You got it all… wrong – Taylor Swift
Cool for the Summer – Demi Lovato
Toy – Block B
Sorry – Justin Bieber
Paradise – Infinite
Problem – Ariana Grande
Long-distance love – Roomie
Lucifer – SHINee
All of Me – John Legend
Goodnight Like
Yesterday – Lovelyz
Drag Me Down – One Direction
Before We Disappear – Chris Cornell
Waiting For You – Demi Lovato
Cold Coffee – Ed Sheeran
Blank Space – Taylor Swift
You Belong With Me – Taylor Swift
Pieces – Sum 41
Turning Tables – Adele
Only One – Yellowcard
Halo – Beyoncé
Real Love – Crucial Star

mercoledì 31 agosto 2016

Sesso, sesso, sesso e nuove novelle



Nei primi due romanzi della serie La studentessa e il potatore non accade molto, e se fossero manga giapponesi sarebbero catalogati sotto slice of life, josei, romance e comedy. Non c’è una trama articolata, e soprattutto il primo libro è ridotto ai minimi termini di una relazione – lui e lei senza l’altro – con Yae-rim a fare da ciliegina sulla torta.

Ho ventitré anni, sono fidanzata e ho pensato che non sarebbe stato così male provare a raccontare una storia d’amore normale: due che si conoscono, si piacciono, sono attratti l’uno dall’altra, si baciano, fanno sesso usando il preservativo, si prendono in giro, passano il tempo assieme, discutono e litigano. E poi si lasciano. 

C’est la vie, mi hanno detto, e così ci ho scritto delle storie nelle quali mi sono divertita a iniettare un po’ molta fantasia (e dove lo si trova uno che pota, che surfa, che legge Dante, che ti dedica le poesie, che è bello e che scopa bene?) e un po’ molta realtà: quella universitaria col Francazzolla e gli esami e i capitoli delle tesi che non finiscono mai, come la famosa carta igienica (e l’universo semantico non è molto diverso); quella di Valentina, che è una di quelle ragazze acide che potreste trovare alla pizzeria per asporto sotto casa, vestita di felpa e pantaloni della tuta; quella di Yae-rim, che per fortuna non vuole passare per la stronza di turno, cercando di sottrarre Won-ho alla damigella a lui destinata.

E poi c’è quello che dà il titolo a questo post marrano: il sesso. Che non è più argomento tabù, ora che è stato sdoganato dalle Sfumature e tutte possiamo sfoggiare delle palline vaginali sul comodino o leggere Harmony in pullman.

Quando ho cominciato a scrivere le Cesoie, però, ho pensato e riflettuto a lungo sull’argomento: scrivere alcune scene di sesso, e pure esplicite (dishonor on me, dishonor on my cow), rendeva il libro un erotico? Alla fine, dopo lunghe conversazioni a senso unico con il mio fidanzato e a doppio senso con me stessa, ho deciso di no, e non perché l’erotico non mi piaccia, ma perché il sesso fa parte, per fortuna, delle nostre vite e raccontarlo è perfettamente normale. Se racconto dell’amore di due ventenni, quindi, devo raccontare anche come fanno l’amore (se lo fanno). E pur con tutte le differenze geografiche e culturali, Valentina e Won-ho, almeno in questo, si sono sempre trovati d’accordo.

La loro relazione è giocata molto sul piano fisico, si devono vedere e si devono toccare e baciare e sentire, e le tappe del loro percorso le hanno scritte sul corpo. C’è poco di metafisico, o poetico, o romantico nel senso classico del termine nel modo in cui si conoscono e si amano, ma forse c’è un pezzo di realtà un poco negletto nella narrativa romance classica, quella con cui sono cresciuta.

Una blogger, Tabata, ha scritto nella sua recensione: “Non è una storia d’amore ma nemmeno solo di sesso”. Loro si amano? Nella mia testa sì, sono sempre stati meant to be e non so quanto mi sia costato scrivere il finale delle Cesoie, così come l’inizio di Bad girl, ma nel momento della storia è difficile crederlo. Sono ancora lontani, e lo saranno a lungo, e non solo per la differenza culturale e di aspettative, ma anche per il carattere che condividono (le stesse difficoltà a maneggiare la delicata materia quale è quella dei sentimenti).

E forse non sembra, perché sono stata un’autrice generosa nel primo libro (e un po’ meno nella novella, credo), ma Won-ho sa essere mean, ed è pungente, e intelligente, e sarcastico come lei. Se fosse solo buono e bello, Valentina se lo sarebbe già mangiato e digerito e starebbe chiedendo il dessert. Fortunatamente, prima di professarsi ateo, Won-ho è cresciuto buddhista e ha imparato come essere paziente, una virtù che eserciterà spesso con la sua bella straniera.

Quindi, cosa volevo dire? Che si scoprono soprattutto col sesso. Parlano tantissimo, ma lo fanno senza dirsi le cose importanti, che il corpo sa ma la mente non vuole ancora ammettere e razionalizzare. E questa loro tendenza – lui perché è riservato e poi lei è straniera, viene da un luogo che non ha mai visto, non è la ragazza che si aspettava, non può sposarla; lei perché dice di non avere un cuore, ha difficoltà a venire a patti con i propri sentimenti e non vuole legarsi o essere dipendente da qualcuno – è acuita dalla consapevolezza del poco tempo che rimane. E se sono destinati a lasciarsi, non è giusto lasciar fuori quell’organo umano fin troppo prezioso per essere spezzato troppe volte e inutilmente? Tutto ciò sembra molto sensato, e non possiamo aspettarci di meno da Valentina e Won-ho, che se fossero nati filosofi sarebbero sicuramente stati razionalisti convinti.

E così è per Corrado e Matilda, i nuovi protagonisti che volevo presentarvi oggi. Sì, perché a quanto pare sono fissata col sesso, così pure la loro storia comincia da questa fantastica dimensione poco spirituale. Mentre finivo di correggere Il titolista di Bassano, ho cominciato a scrivere una novella, che questa volta sarà ambientata nel medioevo italiano. E l’idea è venuta da questo pensiero: una ragazza avrebbe potuto “amare” un uomo che è stata costretta a sposare? Più nello specifico: una ragazza con un carattere forte (seconda mia fissa, dopo il sesso, sembra) come avrebbe affrontato la prima notte di nozze con un cavaliere che disprezza?

Ho interrogato la mia amica storica in proposito, e poi ho cercato di fare una sintesi creativa per la trama che avevo in mente, addolcendo un po’ la pillola perché non mi andava di inserire uno stupro.
Sono solo le elucubrazioni oziose di un’aspirante scrittrice? Può darsi, ma come ho detto prima pure per le mie fantasie più sfrenate ho bisogno di un appiglio realistico. E poi non potevo deludere i puristi della Storia, vero? Non vorrei ritrovarmene qualcuno alla porta, senza una spada affilata a sufficienza per affrontarlo.

Intanto, vi posso anticipare il titolo, che conterrà semplicemente i nomi dei personaggi e nient’altro. La signora originalità ha chiamato a casa quando stavo dormendo, e ha risposto l’incivile fidanzato dicendo: “Mi scusi, ma ha sbagliato numero”.

giovedì 11 agosto 2016

Di sirenetti-potatori, aspiranti scrittrici e prime volte

Scrivo il primo post nella notte di San Lorenzo, sperando che sia di buon auspicio, come la pioggia a un matrimonio, prima che la sposa rinsavisca e decida di scappare con il cugino bello.

Il 12 agosto, domani, saranno tre mesi dall’uscita del mio romanzo d’esordio, Le cesoie di Busan, e quale migliore occasione per inaugurare questo spazio?
La pubblicazione del libro mi ha cambiato la vita, davvero. Prima andavo a lezione, lavoravo, davo da bere alle piantine moribonde di basilico, riprendevo il mio incivile fidanzato e facevo la schiavetta part-time della mia gatta. E scrivevo molto – sul divano perché c’è più luce – ma non avevo mai pensato di intraprendere la “carriera” di scrittrice. Da piccola dicevo di voler fare l’astronauta, ma la fisica al liceo mi ha fatto cambiare idea con le cattive.

Poi c’è stato il colpo di testa, quello che ti fa mangiare tutta una pizza formato famiglia, provarci con un cattivo ma bellissimo ragazzo o conoscere la suocera a stomaco vuoto. Spronata da amiche poco serie, ho cominciato a guardare al mio nuovo progetto di scrittura (la serie in corso, proprio quella) da una prospettiva diversa. E a dirmi: ma se lo facessi davvero? 

Il resto è storia, come si dice: le notti insonni a plottare e scrivere, le giornate (afose prima, freddissime dopo) a fare ricerche per trovare l’editor giusto, la revisione fiscale per far quadrare i conti, lo studio di tutto quello che c’era da sapere sull’autopubblicazione.
Infine, come la domanda fuori programma all’esame di lingua e letteratura slovena che non hai preparato benissimo, il mio lato più sognatore e spensierato si è scontrato con la realtà: le correzioni infinite, l’impaginazione, le copertine, le piattaforme online, i social network, la promozione.
Il percorso è stato difficile, e l’ho vissuto bene e male, e confesso che a più riprese ho sentito di non potercela fare con le mie sole forze. Però è andato tutto per il verso giusto, e sono ancora qui, a raccontarvi di me e di cose forse poco interessanti.

Da più di un anno, quindi, sono accompagnata ovunque e costantemente da Valentina e Won-ho, con frequenti apparizioni di Yae-rim, e la mia relazione monogama si è all’improvviso allargata. E anche se la mia immaginazione corre spesso verso altre parti del mondo e della storia, poi torna sempre a quella che considera un porto sicuro, ovvero questa improbabile coppia formata da un sirenetto-potatore (grazie Amaranth per la definizione!) e da una ragazza acidella ma divertente. Ora non riesco più a pensarmi senza di loro, e il mio ragazzo preferisce non commentare quando lo dico ad alta voce.

Ma sto divagando: dicevo del blog, appunto. K.way è un nome strano e semplice proprio come me (e le Cesoie!): potete leggerlo come Karen way, come korean way (che piace molto alla mia editor) o come k-way, la giacca a vento, da cui il sottotitolo. Il fattore K. è ovunque (e grazie a Tabata per l’ispirazione).

Cosa ci troverete? Difficile prevedere il futuro con la stessa precisione dell’oroscopo, però per adesso lo userò come diario di scrittura, col quale aggiornarvi sulle cose a cui sto lavorando, per pubblicare approfondimenti come quelli che avete letto durante il blog tour delle Cesoie e, la cosa più bella (spero anche per voi!), per l’iniziativa #ASKAREN.

Nella pagina dedicata potete leggere la presentazione, ma riassumo anche qui: una volta al mese voglio scrivere qualcosa proposto da voi. Non potrà essere un testo lunghissimo per ragioni di tempo e spazio, ma mi piacerebbe molto regalarvi qualche pagina e vedere il risulato di questa sinergia lettore-autore. Ho rivelato la sorpresa che covavo da giorni, vi piace? 

E ringrazio le deliziose lettrici che hanno partecipato a “Indovina il titolo”, perché mi hanno dato loro l’idea, soprattutto quel “La polenta nella nebbia” di Simona. Le cesoie di Busan ha davvero consacrato polenta e cavallo come piatto erotico d’eccellenza, e ciò mi rende oltremodo felice e soddisfatta. Per adesso mi sembra tutto, torno sul divano perché i personaggi chiamano, e l’uscita del Titolista è imminente.

Yo, let’s get it! 
Karen